Il Museo, inaugurato nel 1990, è intitolato a Giovanni Rambotti, primo sindaco di Desenzano nel 1860 e primo a riconoscere il valore scientifico e archeologico dei ritrovamenti preistorici nel territorio del Lago di Garda.

Giovanni Rambotti

Il Museo Civico Archeologico "G. Rambotti" è nato per valorizzare la ricchezza di testimonianze archeologiche del territorio di Desenzano, con un focus sulla preistoria del Lago di Garda e sulla palafitta del Lavagnone.

In seguito all'iscrizione all'UNESCO, avvenuta nel 2011, del sito seriale transnazionale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, l’esposizione si è arricchita di nuovi materiali provenienti sia dal Lavagnone, e sino ad allora conservati in altre sedi, sia da altre palafitte del lago (Padenghe, Moniga, Lugana Vecchia, Porto Galeazzi e Maraschina), grazie soprattutto alla volontà dell’allora Soprintendente Raffaella Poggiani Keller che ha visto nel Museo una “vetrina” per le palafitte gardesane.


E. Merici, C. Pegoraro, R. Perini (a destra) il giorno della scoperta dell'aratroIl “cuore” dell’allestimento è rappresentato dai materiali rinvenuti al Lavagnone, in particolare nel corso degli scavi condotti da Renato Perini negli anni ’70 del secolo scorso, a cui si deve l’eccezionale scoperta, nel 1978, dell’aratro in legno risalente all’età del Bronzo, e dall’Università degli Studi di Milano a partire dal 1989.
Una sezione del Museo è poi dedicata alle epoche più recenti, dall’età romana al Rinascimento e al periodo della dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia..

 

 

 

 

 

 

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